Infanzia di una gatta

Peso gatta

Peso (in grammi)

Ai primi d’aprile dell’anno scorso ho adottato un cucciolo di gatto, una femmina subito battezzata Trilly (lo so, nessuno qui in famiglia ha molta fantasia per i nomi di gatto), nata da 1-2 mesi. Da allora ho tenuto traccia del suo peso, così da poter osservare come cresce un gatto nel suo primo anno di vita (per chi se lo stesse chiedendo: sì, sono ingegnere 🙂 )

Di solito si dice che i gatti impiegano un anno a diventare adulti: ed infatti qui vediamo che Trilly ha raggiunto i 4 chili ai primi di febbraio, rimanendo sostanzialmente stabile nei mesi successivi.

Si dice anche che i gatti tendono ad ingrassare dopo la sterilizzazione. Ora, Trilly è stata operata a metà ottobre, e guarda caso a novembre il suo peso è ricominciato a salire velocemente, quando invece nei mesi precedenti aveva cominciato a rallentare.

Per chiudere in bellezza, ecco il confronto “prima e dopo”.

Trilly appena adottata

 Trilly in giardino

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Ancora acqua /2

Continuo a pubblicare articoli sui referendum dedicati al problema dei servizi idrici. La mia opinione nel tempo non è mutata, non perché non abbia incontrato opinioni diverse dalla mia, ma perché tali opinioni sono abbastanza poco documentate. Siamo sempre lì, si ragiona per principi primi, il sì ai quesiti si basa su frasi ideologiche e sulla paura del futuro.

Su forza, possibile che non ci sia niente di meglio?

Nel frattempo, allungo la lista di articoli utili alla questione (my humble opinion, ovviamente).

Articolo di Sandro Brusco (noiseFromAmeriKa) che tocca diversi punti importanti: cosa si intende per bene pubblico (contrapposto al bene economico), la mancanza di una teoria concreta a supporto della gestione pubblica dei servizi idrici, infine presenta il libro di Lagerfeld di cui ho già parlato nel precedente post. Nota di carattere generale: per chiunque voglia capire un po’ di più di politica ed economia, consiglio caldamente di abbonarsi al blog noiseFromAmeriKa: la maggior parte degli articoli sono accessibili a chiunque, lo spazio dei commenti è aperto (e gli autori sono spesso disponibili a rispondere alle domande ed alle contestazioni), sebbene siano tendenzialmente liberisti cercano sempre di trovare una posizione di volta in volta supportata da fatti concreti.

Un articolo di .lib, con tanto di fonti esplicite, sulle bugie e le mistificazioni della campagna referendaria.

Le stesse accuse di mistificazione sono condivise anche da Phastidio.net.

Per favore, leggete, informatevi, e poi discutiamo. Ma discutiamo di cose concrete, non di castelli in aria.

Gli altri miei articoli sui servizi idrici sono questi:

De referendum, parte 1

Perché voterò NO al referendum sui servizi idrici

Ancora acqua

Ancora acqua

Continuano a fioccare articoli sulla privatizzazione dell’acqua. Oggi segnalo questo contributo, dove si spiega il contenuto di un recente libro, Acqua in vendita? Come non sprecare le risorse idriche di Fredrik Segerfeldt. Il libro e l’articolo sono molto interessanti perché analizzano i risultati delle privatizzazioni già attuate a giro per il mondo, fornendo quindi una risposta a posteriori e non ideologica al problema della gestione delle risorse idriche.

Mi limito a citare qui la conclusione di Segerfeld:

Secondo Segerfeldt le preoccupazioni di quanti temono che il privato non sia un gestore efficiente non trovano conferma empirica. Al contrario, sarebbe proprio la politicizzazione delle risorse idriche a causare sprechi e inefficienze.

Perché voterò NO al referendum sui servizi idrici

“Bisogna far capire che l’acqua gratuita c’è ancora, basta andare in cima alla montagna e prenderla dalla sorgente, con un secchio, e si porta a casa; se uno la vuole col tubo e col rubinetto che lo apri, allora questo è un servizio che costa. Costa alla collettività, e nessuno ne sa niente perché poi, non essendo gestito bene, non viene pagato da chi ne usufruisce, come è stato da quarant’anni in Italia; è giusto questo? Secondo me non è giusto, secondo me è giusto far sapere a tutti che quel servizio costa e che le tariffe mediamente in Italia sono le più basse d’Europa, e che quindi, non è detto, ma se certamente il prezzo salirà, sarà bene per l’utente italiano capire che l’acqua è una merce rara che non può essere buttata.”

(Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra)

Per chi volesse seguire l’intero dibattito da cui è tratta questa frase, lo trova qui.

Per leggere gli altri miei articoli sui referendum, si trovano qui (uno e due).