I candidati alla primarie PD rispondono su scienza e ricerca, i miei voti

Ieri sono state finalmente pubblicate le risposte dei cinque candidati alle primarie del Partito democratico, e sono consultabili integralmente sul sito de Le Scienze. L’iniziativa, partita proprio da Le Scienze e organizzata attraverso social network, è stata una ottima occasione per parlare di altri argomenti che non fossero l’attualità economica. È chiaro che in un tempo di crisi il tema più importante su cui i candidati devono misurarsi sono le politiche economiche e sociali, ma un capo di governo nel suo mandato sarà chiamato a intervenire anche su altri temi, temi che possono avere ripercussioni importanti nel futuro (educazione e ricerca, per esempio) o anche temi su cui l’Italia sconta una forte ignoranza diffusa che tarpa le ali e limita il benessere dei cittadini (penso al testamento biologico, agli OGM, ai ciarlatani delle medicine alternative).

Ad ogni modo, ieri sera mi sono messo a leggere le risposte dei candidati, e mi sono permesso di dare i voti ad ogni singola risposta, nella speranza che questo mi aiutasse a capire chi è il candidato più illuminato; o, per converso, chi è il più oscurantista. Pubblico subito la classifica finale coi singoli voti più la somma totale (nota: i punti vanno da 0 a 4, con il 2 che rappresenta la sufficienza). Un’unica avvertenza: i voti sono estremamente soggettivi e rispecchiano quanto il candidato è affine alle mie posizioni, ad esempio un antiabortista quasi sicuramente nella quarta colonna darebbe dei voti speculari rispetto ai miei.

Ricerca Territorio Cambiamento Climatico Fecondazione assistita, testamento biologico OGM Medicine alternative Totale
Bersani 3 2 2 2 3 4 16
Renzi 4 2 2 3 0 2 13
Tabacci 3 2 2 0 1 4 12
Vendola 2 1 2 3 0 4 12
Puppato 2 2 2 4 0 0 10

Che dire? Be’ se lo scopo di questo test era quello di aiutarmi a scegliere un candidato da votare (cosa che speravo), ha fallito appieno. Anche se Bersani nel complesso è il vincitore, in molti campi si rivela un candidato abbastanza timido. E gli altri candidati, chi più o chi meno, riescono ogni tanto a azzeccare appieno una risposta. La Puppato per esempio, sebbene nel complesso sia deludente, in quanto alla fecondazione assistita e al testamento biologico è l’unica a dire un sì convinto ad entrambi i problemi, mentre gli altri cercano comunque di sfumare la propria posizione per non perdere il voto cattolico.

Se per le prime tre domande tutti se la cavano bene, scrivendo cose assennate, nelle ultime tre domande si può leggere tutto ed il contrario di tutto, e non emerge letteralmente nessuno che sia scevro da una qualche ideologia retrograda o oscurantista.

Bersani qui nel complesso si rivela “il meno peggio”, ma tra tutti è anche il più sfumato e meno battagliero, proprio su temi dove bisogna essere convinti, come il testamento biologico. Fa piacere leggere che comunque per quanto riguarda le medicine alternativa, perlomeno non ammette deviazioni dal principio della evidence based medicine.

Renzi, anche se sulla quarta domanda è un po’ più convinto di Bersani, si dimostra anche lui un ignorante totale sugli OGM, al pari di Vendola e Puppato.

La Puppato inoltre è l’unica che proprio non ha intenzione di applicare un approccio critico alla valutazione delle medicine alternative. Peccato, perché gli altri in questo caso se la sono cavata egregiamente.

Per tirare le fila, non so proprio cosa pensare. Sono un elettore che si è sempre sentito inquadrato in un partito di sinistra moderata, socialista, ma che al tempo stesso è profondamente deluso dalla sinistra italiana, e in particolare proprio dal PD, che è corresponsabile (insieme ad altri partiti di governo) dello sfacelo italiano degli ultimi venti anni. Per questo motivo ritengo Bersani ineleggibile, e vederlo qui primeggiare in classifica, senza poi dire nulla di veramente straordinario, non fa altro che aumentare la mia insoddisfazione.

Renzi per alcuni versi sembra voler cambiare radicalmente le cose, apprezzo alcune sue posizioni, ma, come questa tabella sembra indicare, anche lui non sembra essere molto più illuminato dei suoi predecessori “da rottamare”. Perlomeno è l’unico del gruppo che ha capito l’importanza della valutazione della didattica per far uscire la scuola italiana dalla palude attuale. Se sugli altri temi fosse altrettanto razionale, sarebbe il mio candidato ideale.

L’unica soddisfazione è alla terza domanda: nessuno si è anche lontanamente sognato di negare il riscaldamento globale, e questo sembra essere l’unico tema che veramente compatta la sinistra italiana, visto che a destra non mancano i negazionisti. Ma è una magra consolazione: tutti bene o male sembrano bloccati da una qualche ideologia malsana, vuoi per convinzione personale o per calcolo opportunistico. E la cosa non mi rallegra per niente.

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