Ma papa Bergoglio è oscurantista?

Sta facendo scalpore un’omelia di papa Bergoglio, pronunciata il 14 novembre e riportata da varie testate.

L’omelia è, per così dire, inquietante in quanto il Papa sembra scoraggiare le persone a coltivare la curiosità, cosa abbastanza singolare perché è uno dei sintomi di una religione oscurantista, cioè di una religione che attraverso una retorica di attacco alle idee innovative e alla scoperta di nuovi fenomeni pone di fatto dei paletti alla conoscenza.

Personalmente, anche se non provo alcuna ammirazione per questo papa e per la chiesa cattolica in generale, non sono neanche d’accordo con chi salta alla conclusione che il papa è oscurantista e che la chiesa ha “finalmente” gettato la maschera, rivelando la sua natura malvagia.

Il motivo è che in questa omelia (o perlomeno nelle parti che sono state pubblicate) non c’è un ragionamento che sia uno. Difficile accusare qualcuno di appartenere ad una certa ideologia quando nelle sue parole non c’è una difesa esplicita di tale ideologia. Ci sono, è vero, delle frasi che hanno un sapore oscurantista, che cito qui estraendole dal resto:

Lo spirito di curiosità ci allontana dallo Spirito della sapienza, perché soltanto interessano i dettagli, le notizie, le piccole notizie di ogni giorno. O come si farà questo? E’ il come: è lo spirito del come! E lo spirito di curiosità non è un buono spirito: è lo spirito di dispersione, di allontanarsi da Dio, lo spirito di parlare troppo. E Gesù anche va a dirci una cosa interessante: questo spirito di curiosità, che è mondano, ci porta alla confusione”.

[…]

Così Santa Teresina – Santa Teresa di Gesù Bambino – diceva che lei doveva fermarsi sempre davanti allo spirito di curiosità. Quando parlava con un’altra suora e questa suora raccontava una storia, qualcosa della famiglia, della gente, alcune volte passava ad un altro argomento e lei aveva voglia di conoscere la fine di questa storia. Ma sentiva che quello non era lo spirito di Dio, perché era uno spirito di dispersione, di curiosità.

Insomma effettivamente il papa sembra connotare negativamente la curiosità rivolta verso ciò che non è religioso: i fatti secolari, materiali, tutto ciò che riguarda il “come” avvengono le cose. Il problema è che assieme a queste frasi, senza soluzione di continuità, Bergoglio inserisce altre affermazioni che sembrano invece riferirsi ad un problema diverso. Per esempio:

[Lo spirito di curiosità] E’ quando noi vogliamo impadronirci dei progetti di Dio, del futuro, delle cose; conoscere tutto, prendere in mano tutto… I farisei domandarono a Gesù: ‘Quando verrà il Regno di Dio?’. Curiosi! Volevano conoscere la data, il giorno…[…]

La curiosità – prosegue il Pontefice – ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: “Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna”.

Queste affermazioni, per quanto facciano parte dello stesso discorso delle precedenti, non mi sembrano oscurantiste. Non si parla della desiderio di conoscenza in generale, ma si sta prendendo parte in un dibattito storico tutto interno alla religione: la critica allo gnosticismo, cioè la critica all’idea che le persone abbiano una sorta di canale di comunicazione con la mente di dio, o meglio abbiano accesso alla conoscenza divina. È una critica che ha fatto sempre parte della dottrina della chiesa cattolica, e personalmente, anche se non sono religioso, mi sento di condividerla (o perlomeno di non vederci nulla di male) in quanto lo gnosticismo apre le porte alla credulità e ai ciarlatani dell’esoterismo (l’esempio del cristiano che si illude che la Madonna scrive lettere al veggente).

Tutto bene quindi? No, niente affatto. Come ho detto sono costantemente deluso dal comportamento di Papa Bergoglio (e della dottrina della chiesa in generale, ma non voglio allargare il discorso ora), e questa omelia non fa altro che confermare il mio giudizio negativo: ogni volta che Papa Bergoglio apre bocca dimostra una povertà e/o una disonestà intellettuale sconfortante.

Parole grosse? E come altrimenti si può descrivere una esposizione così incoerente, dove si mescolano due tesi diverse presentandole come se fossero l’una la continuazione dell’altra? Basta leggere attentamente questo paragrafo per vedere come manchi un filo logico, un qualcosa che permetta di avere un’idea chiara del messaggio:

E’ quando noi vogliamo impadronirci dei progetti di Dio, del futuro, delle cose; conoscere tutto, prendere in mano tutto… I farisei domandarono a Gesù: ‘Quando verrà il Regno di Dio?’. Curiosi! Volevano conoscere la data, il giorno… Lo spirito di curiosità ci allontana dallo Spirito della sapienza, perché soltanto interessano i dettagli, le notizie, le piccole notizie di ogni giorno. O come si farà questo? E’ il come: è lo spirito del come! E lo spirito di curiosità non è un buono spirito: è lo spirito di dispersione, di allontanarsi da Dio, lo spirito di parlare troppo.

I farisei insomma sbagliano perché lo spirito di curiosità li induce a interessarsi alla venuta del regno di dio, poi però Bergoglio ci spiega che tale spirito è sbagliato perché ci fa perdere tempo con “le piccole cose di ogni giorno”… PREGO??? La venuta del regno di Dio è una cosa banale e mondana??? Dove sarebbe il filo logico che collega l’esempio alla spiegazione di Bergoglio?

C’è insomma un primo problema: abbiamo una persona adulta e di grande prestigio (perlomeno per tante persone) che però non riesce a fare un ragionamento che fili di fronte ad un pubblico. Se siete studenti, provate a fare dei discorsi del genere in un tema di italiano e vi ritroverete il foglio cosparso di punti interrogativi rossi. Non c’è argomentazione, solo un cumulo di frasi che non sono coerenti l’una con l’altra, sono solo suggestioni ed esempi messi in sequenza. È un discorso vago come minimo, ma che non esito neanche a definire sciatto.

Il secondo problema è che proprio per la sua vaghezza e sciattezza questo discorso si presta perfettamente ad essere strumentalizzato. Ci si può leggere qualunque cosa, basta scegliere le frasi che ci fanno comodo. Infatti, per ritornare alla domanda iniziale, il Papa non sarà oscurantista (potrebbe esserlo, ma prima vorrei chiedergli di chiarire quello che ha scritto), ma sicuramente un gruppo di cristiani oscurantisti avrebbe gioco facile nel dire che il papa è dalla loro parte: gli basta citare le frasi che ho riportato per prime, quelle che contengono suggestioni oscurantiste, e lasciar perdere il resto.
Certi gruppi retrogradi esistono, basta pensare a Livio Fanzaga di Radio Maria e ad altri cattolici antiscientifici, quindi non si tratta di un rischio concreto, non puramente ipotetico.

A questo punto ci si potrebbe chiedere un’altra cosa: il papa l’ha fatto apposta? Ha inserito frasi oscurantiste in un suo discorso per dare una sponda d’appoggio ai gruppi più conservatori del cattolicesimo, conservando allo stesso tempo una “negabilità plausibile”, cioè la possibilità di negare tutto in un secondo momento usando la vaghezza e la mancanza di ragionamenti concreti come scudo dalle accuse di oscurantismo? Oppure si tratta, come ho detto, di un modo di ragionare sciatto, dietro al quale non c’è nessuna malizia? Non lo so, e siccome non mi piacciono i processi alle intenzioni evito di saltare alle conclusioni.

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Una Risposta to “Ma papa Bergoglio è oscurantista?”

  1. mariapaolabertini@virgilio.it Says:

    Santo Padre,penso a lei ogni sera ,dico una preghiera , mi viene facile rivolgermi a Lei, la Sua soavità,la facilità con la quale parla alle persone è unica,Che Dio la Benedica,


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