L’esercito dei benintenzionati

In Italia, chi fa sperimentazione con gli animali viene insultato e minacciato da associazioni animaliste (o sedicenti animaliste, preferisco chiamarle), questo dopo che un laboratorio, dove si sviluppano terapie e farmaci per malattie gravi, viene vandalizzato, mandando in fumo anni di ricerche.

In Nuova Zelanda una coppia di genitori provoca la morte del proprio figlio in quanto crede che i vaccini causino malattie invece di prevenirle (e non è l’unico caso del genere, come ho già raccontato in passato su questo blog).

Ancora in Italia, Dario Bressanini che si fa un “culo quadro” per fare divulgazione sul tema degli OGM, andando a recuperare le fonti, fornendo ogni volta fatti e articoli scientifici per documentare ciò che dice, alza bandiera bianca stufo di essere circondato da intellettuali che ripetono a pappagallo le solite baggianate, con il silenzio assenso di chi gestisce la piattaforma dei blog (la redazione de Il Fatto quotidiano).

E questi sono solo gli ultimi eventi di una lunga serie. Per esempio negli Stati Uniti i biologi sono da anni in uno stato di guerra contro le varie associazioni creazioniste che, finanziate dalla giungla di chiese e chiesette presenti negli USA, insistono a negare l’evoluzionismo, una delle più belle e consolidate teorie scientifiche, provata e riprovata più volte nel corso dell’ultimo secolo, una teoria che ha anche ricadute importanti in ambito filosofico e culturale. Una situazione analoga si verifica, da decenni, anche quando si cerca di parlare di riscaldamento globale.

Nella nostra cultura è sempre stato molto forte l’impulso a diffidare di chi, grazie alla propria posizione o alla propria conoscenza, detiene una qualche forma di potere; al contrario si è sempre visto gli “umili della terra”, cioè le persone comuni e semplici come noi e con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, come una garanzia di salvezza se non addirittura come l’impulso principale del progresso.

Il che non è sbagliato, non del tutto almeno. Credo davvero che dobbiamo essere diffidenti delle lobby, delle multinazionali, dei tecnocrati ed in generale di tutte le concentrazioni di potere. Ma allo stesso tempo penso che anche le persone semplici possono avere un’impatto negativo sul nostro benessere e felicità. “Si teme ciò che non si conosce” si dice. Ed è vero: larghi strati della popolazione rifiutano nuove tecnologie, risorse e soprattutto idee perché non hanno modo o tempo di capirle. Anche persone che vengono viste come competenti in realtà lo sono in un ambito estremamente ristretto (è una necessità, in una civiltà così complessa come la nostra), e rimangono ignoranti su tutto il resto.

Gli esempi che ho riportato sopra sono solo una piccola parte di quello che vedo accadere troppo spesso: cioè che la nostra civiltà non è messa in pericolo da multinazionali in malafede o lobby corruttrici, ma da persone comuni, che pur essendo in buona fede costituiscono un numeroso esercito armato di buoni propositi. Un esercito ostile, perché avendo un’idea sbagliata delle conseguenze delle proprie azioni finiscono per danneggiare sé stessi e chi sta loro vicino.

Perché il KDS non conviene

L’argomento di questo post è un dispositivo che ha fatto scalpore qualche settimana fa. Uno dei primi a parlarne è stato il Fatto Quotidiano con questo articolo; ciò nonostante  questa “centralina” che permetterebbe di ridurre il consumo di carburante è rimasta circondata da un alone di mistero. Di recente è stato pubblicato un video di una prova su strada che finalmente permette di farsi un’idea un po’ più chiara di ciò che il KDS è capace di fare. Purtroppo, il video conferma anche i dubbi degli scettici come me. La risposta veloce è infatti che il gioco non vale la candela.

Dal video infatti, se si mettono da parte per un momento le dichiarazioni entusiastiche dell’inventore e le varie spiegazioni metaforiche, si possono capire diverse cose.

L’invenzione modifica lo stile di guida del guidatore. La modifica maggiore consiste nel distacco automatico della frizione quando si rilascia l’acceleratore, creando così un doppio effetto: si ottiene una macchina dotata di ruota libera (come le comuni biciclette, dove puoi continuare ad avanzare senza dover usare i pedali), ed inoltre si spinge il guidatore a guidare “ad impulsi”, cioè accelerando per un tratto iniziale e lasciando scorrere la macchina  senza freno motore, fino a che gli attriti (che ci sono sempre) non hanno ridotto sensibilmente la velocità, al che il ciclo può ricominciare con un’altra spinta.

Chi è pratico di ecodriving sa già quindi di cosa si tratta: in internet è pieno di siti che spiegano questa tecnica. Si chiama Pulse & Glide (P&G) e si può applicare su qualsiasi veicolo senza installare nulla: basta accelerare con decisione tenendo il motore nell’intorno della coppia massima (anche premendo il pedale a fondo), per poi premere la frizione e lasciare che la macchina prosegua per inerzia (ed ovviamente togliendo il piede dall’acceleratore). È vero che nel mentre il motore rimane acceso con la frizione inserita si consuma un po’ di carburante per nulla, ma questo spreco è più che bilanciato dal fatto che nella fase di accelerazione il motore viene usato in un regime estremamente efficiente, più efficiente di un’andatura a velocità costante con marcia inserita. L’invenzione di Grieco altro non è che un automatismo che obbliga il conducente a modificare il proprio stile di guida in modo da applicare il P&G senza sapere di cosa si tratta. Quindi, limitatamente al problema del “funziona o no”, si può dire che l’invenzione funziona.

Ma questo non conclude la questione. Infatti, a me sembra di aver capito che il dispositivo di Grieco costa qualcosa sull’ordine del migliaio d’euro. La vera domanda è quindi se la funzione svolta dal dispositivo vale quella cifra. Secondo me, e lo dico avendo provato il P&G, decisamente no: chi vuole modificare il proprio stile di guida può farlo benissimo gratis.

Ma non solo, ci sono anche altre considerazioni da fare che abbassano ancora la presunta convenienza del KDS (nonché del P&G in generale, che nonostante la comprovata efficienza è sempre rimasto un fenomeno di nicchia praticato regolarmente da pochi fissati dell’ecodriving). Infatti aumentano gli stress sulla frizione (che ha una durata di vita limitata, non dimentichiamocelo) nonché sul motore: infatti la zona di coppia massima corrisponde anche, inevitabilmente, alla zona di massimo sforzo meccanico. Ed ancora: quanto è compatibile con il traffico questa guida? Pochissimo, questo lo posso garantire per esperienza diretta. Il P&G si applica bene quando ci sono poche macchine. E quanto è compatibile con la sicurezza di guida e con il semplice comfort di marcia? Anche qui, bastano poche prove per capire che il P&G ha dei limiti.

Fin qui ho parlato dell’invenzione, disinteressandomi dell’inventore. Ma qualcosa bisogna dire su Grieco e le sue “spiegazioni”.

Uso le virgolette perché Grieco in questo ed altri video evita di spiegare esattamente come funziona il sistema. Quello che fa è nel video è di rifarsi a concetti altisonanti e a principi fisici che in realtà non è molto capace di padroneggiare. Sarebbe interessante fare un’analisi “frase per frase” di tutte le affermazioni di Grieco, ma va oltre alla mia disponibilità di tempo.

La pseudospiegazione per eccellenza qui è la curva cicloide. È vero che la curva cicloide ha proprietà interessanti (in particolare quella illustrata da Grieco è la brachistocronia, per i curiosi si può trovare una spiegazione rigorosa di questo parolone su Wikipedia), ma sono proprietà che discendono dal fatto che il moto è causato esclusivamente dalla gravità e dalla geometria del tragitto. Il risparmio del P&G NON dipende da questi fattori, anzi ne è totalmente indipendente (su una strada piatta come un biliardo si risparmia che è un piacere, cioè proprio quando la gravità non influisce sul moto). Il P&G funziona perché i motori automobilistici hanno un consumo specifico (nel senso di carburante per unità di potenza, litri su watt insomma) che è minimo in una zona precisa di funzionamento. Sfido chiunque a dimostrare la connessione fra i due fenomeni.

Grieco inoltre continua a passare da affermazioni corrette a falsità più o meno palesi senza soluzione di continuità. Ad un certo punto (al minuto 10) afferma che la macchina “va più veloce”, ma è una affermazione senza senso visto che l’accelerazione è comandata dall’acceleratore esattamente come prima. Subito dopo aggiunge che  “le prestazioni migliorano” (e questo è vero) e che “la macchina è più fluida” (cosa falsa sotto ogni punto di vista, sia perché visto che la trasmissione rimane inalterata allora anche gli attriti rimangono identici a prima, sia perché adesso l’andatura non è più regolare ma ad impulsi).

Ma perché Grieco si affida a queste pseudospiegazioni? Difficile a dirsi, ed i processi alle intenzioni sono sempre operazioni antipatiche. Riesco a pensare a due motivi, nessuno dei due lusinghiero nei confronti dell’inventore. Potrebbe dipendere dal fatto che non avendo studiato fisica, Grieco non abbia molto chiaro il principio di funzionamento. È un tecnico, un artigiano molto bravo che “pensa con le mani”, e non c’è dubbio che, come ho già detto, la sua invenzione funziona. Non voglio con questo discorso svalutare i tecnici e gli artigiani, come se fossero dei vili maccanici. Ma dato che Grieco è il primo a invocare i principi fisici in suo aiuto, allora è del tutto lecito far notare che si è avventurato in un campo che evidentemente non padroneggia bene. La seconda ipotesi è che ci sia della malizia da parte di Grieco, perché una spiegazione rigorosa svela anche il fatto che l’invenzione non vale il suo prezzo. La pseudospiegazione è funzionale alla vendita del prodotto insomma: con il suo richiamo a geni del passato come Galileo e a altisonanti principi fisici fa sembrare rivoluzionaria una invenzione che in realtà non lo è per niente.

Per una sana epistemologia

Poniamo che su quel muro sia dipinto uno splendido trompe l’oeil che intende ingannarmi, come porta vera (e aperta), come rappresentazione con finalità estetiche di una porta aperta, come simbolo di ogni Varco a un Altrove, e così via, forse all’infinito. Ma se l’interpreto come vera porta aperta e cerco di attraversarla, batto il naso contro il muro. Il mio naso ferito mi dice che il fatto che cercavo di interpretare si è ribellato alla mia interpretazione.

Umberto Eco

Letture per il fine settimana, 5 novembre

Continuano gli articoli interessanti su noiseFromAmerika. Questa settimana ci si è occupati delle bufale annesse alla grande battaglia sull’occupazione: cosa succederebbe se si rendesse più flessibile il mercato del lavoro?

Ripesco inoltre un  vecchio post di nFA perché è ancora attuale: l’ingenuità di chi si improvvisa economista produce gli stessi mostri ancora oggi come quattro anni fa. E sarebbe veramente l’ora di informarsi un po’, visto i tempi che corrono.

Spiace notare che una testata prestigiosa come la Repubblica insiste a divulgare bufale su un tema importante come quello dell’alimentazione. Per fortuna qualcuno su internet si è rimboccato le maniche e cerca di contrastare questa ondata di cattiva informazione.

Per chiudere, un video in tema con l’ultimo paragrafo. Antonio Pascale, agricoltore di terza generazione, spiega (ripercorrendo la storia della sua famiglia) come l’Italia stia perdendo sempre più la capacità di produrre cibo. Buona visione.

Letture per il fine settimana, 22 ottobre

Sul fronte economico, segnalo due articoli di nFA: una proposta per l’unica nuova tassa veramente utile, ed una critica agli indignati italiani (che a quanto pare sono molto più ingenui degli indignignati di altri paesi), ma perché dobbiamo sempre farci riconoscere?.

Le medicine alternative non sono pericolose, così si dice. Peccato che uno studio inglese dimostri che certe terapie complementari, come il Reiki, possono fare più male che bene. Invece in Italia sembra che il caso clamoroso di Clara Palomba non abbia insegnato niente: a quanto pare un bambino di 4 anni è morto perché i genitori hanno preferito le cure alternative. Dettaglio non trascurabile: il bambino era curato dal padre, medico laureato iscritto all’albo, ma allo stesso tempo sostenitore di teorie mediche stravaganti. Quanti morti ci vogliono ancora per capire che il problema non sono i ciarlatani abusivi, ma tutti i medici alternativi?

Letture per il fine settimana, 15 ottobre

Su noiseFromAmerika, si dimostra come il centrosinistra, nonostante non abbia le idee molto chiare in economia, riesce a fare meglio del centrodestra.

Phastidio analizza le proposte degli indignati in materia economica. Non ne esce un bel quadro. Dopotutto, cosa ci si può aspettare da chi spaccia il default argentino per un modello da seguire?

Passando dall’economia alla religione, segnalo la nascita dell’iniziativa The Clergy Project, che si propone di aiutare tutti quei membri del clero che non credono più alla loro stessa religione, e che per questo motivo finiscono per sentirsi intrappolati e a vivere una doppia vita. Il progetto è presente anche su facebook, per ricevere commenti e supporto da chiunque.

Avete mai visto la Terra respirare? Questo video, mettendo insieme i dati dell’anidride carbonica degli ultimi quaranta anni, ve ne dà la possibilità. Due cose saltano all’occhio: il già citato “respiro” annuale della terra (in estate l’anidride carbonica diminuisce, d’inverno aumenta), e, cosa più importante, l’aumento costante dell’anidride carbonica a causa della combustione di carbone e petrolio. Se queste cose vi incuriosiscono e volete saperne di più, vi consiglio di iscrivervi a SkepticalScience.

L’evoluzione a fumetti

Credo sia la migliore versione divulgativa della teoria dell’evoluzione che abbia mai visto.

Il resto della storia è qui.